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Studio di psicologia e psicoterapia

Depressione

Depressione

I disturbi depressivi sono, anche tra i giovani, la problematica più sentita e una delle malattie più diffuse.

Prima di portare l’approccio fenomenologico però vorrei cominciare con le parole di K. Jasper sulla melanconia, stato d’animo sovrapponibile in molte parti allo stato depressivo:

Il suo nucleo è formato da un’immotivata e profonda tristezza, alla quale si aggiunge un’inibizione di tutta l’attività psichica che, oltre a essere sentita molto dolorosamente in un senso soggettivo, è anche constatabile oggettivamente. Tutte le pulsioni sono inibite, il malato non ha voglia di nulla. […] si giunge fino a una completa inattività. […] si lamentano della propria insufficienza, dell’insensibilità, e del vuoto. […] Di ogni cosa cercano solo il lato sfavorevole e infelice. Nel passato hanno avuto molte colpe, il presente offre loro solo disgrazie, l’avvenire appare loro terrificante.

Ciò che emerge da questa descrizione descrive, in parte, alcune caratteristiche tipiche del disturbo depressivo: il mondo come carente di possibilità d’azione e quindi portatore di tristezza e sconforto, l’isolamento e quindi il ruolo degli altri come incapaci di concreto aiuto, di un sostegno efficace.

Non tutti però fanno questa esperienza della depressione, c’è chi ancora mantiene una speranza nell’aiuto degli altri, e quindi sarà propenso a manifestare il suo malessere verbalmente o non verbalmente, chi invece sarà portato a tenere dentro di sè questi sentimenti di vuoto e sconforto, lacerandosi fino alla perdita della speranza e chi invece manifesta il proprio malessere con l’aggressività e il continuo scontro con il mondo.

Da un punto di vista fenomenologico l’altro sembra perdere completamente di importanza, non può essere realmente d’aiuto, quindi sarò bersaglio di lamentele, aggressività o semplicemente non considerato. La perdita di possibilità d’azione porterà ad una auto-esclusione da alcune possibilità, non ci sono prospettive future e interessi reali che permettano di muoversi, di iniziare qualcosa: non essendoci un progetto, un futuro visibile, cosa ci si muove a fare?

Altra caratteristica fenomenologica è la percezione del tempo come lungo, a volte interminabile: alcuni vivranno giorno per giorno nell’attesa che arrivi sera, altri cercheranno di affaccendarsi, ma ogni azione occuperà sempre troppo poco tempo. Immaginandosi tra 10 anni non passerà molto per la testa, se non qualcosa di molto simile alla situazione attuale.

Tramite l’approccio cognitivo neuropsicologico si porta la persona a riconsiderare gli eventi della storia di vita passata, presente e futura alla ricerca di nuovi orizzonti!!