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Studio di psicologia e psicoterapia

Solo adottando una visione in prima persona si può cogliere in pieno il modo di fare esperienza di ognuno. Tramite l’analisi attenta, insieme al paziente, della sua storia di vita si riescono ad individuare quei momenti in cui qualcosa di significativo è accaduto ( “turning point”) e partendo da questi si può avviare un cambiamento. Con il cambiamento del modo di vedere le cose, le proprie esperienze ed emozioni, i propri comportamenti si può quindi ripartire per stare meglio con se stessi e gli altri

L’approccio adottatto è quello cognitivo neuropsicologico e consiste nell’analisi delle esperienze della persona che ho di fronte, un ripercorrere la sua personale storia di vita, l’unica che può rendere conto di quelle fratture identitarie che hanno portato, nel tempo, a soffrire.

Prendendo le parole (forse un po’ tecniche) di un mio grande maestro: “La psicopatologia consegue a qualche forma di alterazione dell’identità personale, la cui origine è da ricercarsi nelle esperienze di vita che non sono state identitariamente riconfigurate, oppure del tutto non riconfigurate. A volte è sufficiente un unico episodio esistenziale per alterare significativamente l’identità di una storia di vita, altre volte sono necessari anni di esperienze non identitariamente riconfigurate per giungere a un punto finale di frattura identitaria, che generalmente coincide con l’esordio della sintomatologia”. (D. Liccione, 2011)

Con diversi riferimenti alla filosofia fenomenologica e con una posizione ermeneutica (di integrazione attraverso l’utilizzo di linguiggi comuni) e quindi di dialogo con le altre scienze, questo approccio risulta innovativo e personalizzato; ognuno ha il proprio modo di agire e patire e solo attraverso un dialogo si possono scoprire quali eventi e quali modi di agire alimentano la sofferenza della persona.

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